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BLOG Blog blog

Categorie: Libri e saggi |
Titolo: Blog Generation
Autore: Giuseppe Granieri
Casa editrice: Roma-Bari, Laterza
ISBN: 88-420-7564-7
Pagine: 172
Prezzo di copertina.: EURO 10
Synopsis: Come gli schiavi di cui narrava Platone, vediamo solo le ombre proiettate sulla parete della caverna. E spesso non possiamo avvicinarci all'uscita e guardare fuori. (...) Osserviamo però il nostro vissuto quotidiano, la nostra esperienza personale, e ragioniamoci sopra. Giuseppe Granieri, 2005, p. 4-5
Table of contents: Prefazione di Derrick De Kerchove Nota dell'autore Prologo....
Recensione: Per chi, come me (topo di biblioteca, imprinting analogico e gutemberghiano old fashion), è più abituato a maneggiare testi cartacei che pagine web l'agile volumetto di Giuseppe Granieri rappresenta, nella sua forma tascabilissima, accattivante e tradizionale, un potente incoraggiamento a provare a "pasticciare" comunque di persona in rete col blog. I buoni risultati non saranno di certo assicurati, ciò dipenderà esclusivamente dalle nostre capacità cognitive e di comunicazione, ma le idee sul BLOG ricevute (da Granieri) resteranno in ogni caso illuminanti anche per chi, come me, appartiene alla covata che è venuta prima della "blog-generation". Mi proverò a discutere un poco più a fondo nella prossima puntata alcune di queste "idee ricevute". Vi aspetto quindi, sempre qui, nei prossimi giorni. A presto...

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Blog - decalogo

Barbara,
grazie per i tuoi blog[ i ]-complimenti, che so di non meritare. Li contraccambio però di tutto cuore. La tua seconda risposta mi ha dato il coraggio di articolare una specie di "decalogo - blog" ispirato alla lettura del "libro sacro" scritto da Granieri. Si tratta di un testo ancora in larga parte incompleto, mancano gli ultimi tre comandamenti e i primi sette sono qui solo in fase di abbozzo. Ho pensato di dedicarli a te, che hai avuto la santa pazienza di leggere la mia recensione all'opera di Granieri e di mandarmi i commenti.

1) Io sono il Blog tuo, non avrai altro Blog all'infuori di me.
(Glossa: questa enunciazione non è affatto una verità assoluta. Il "monoteismo" non fa regola nel web. E' vero, ci sono bloggers fondamentalisti e tutti d'un pezzo, fedeli alla loro incrollabile, monolitica integrità , ma nel mondo-blog esistono anche altri tipi di soggetti, più sfuggenti e proteiformi, che si scoprono a pezzi, che praticano una sorta di strano "politeismo" informatico, che compiono i loro blog-sacrifici su più altari e che amano assumere identità sempre mutevoli: Diana, Mercurio, Pluto, la Pizia, Elvis, Marylin, Lunablu. Per essere equilibrati, cerchiamo di non far pendere troppo la nostra bilancia da una parte).

2) Sii onnivoro/a.
(Glossa: Mangia, parla e "blogga" di tutto, non fare il/la difficile. A lungo andare, le iper-specializzazioni e gli idiotismi di mestiere risultano soffocanti e letali per il/la blogger. Come nella vita, anche nel mondo del blog l'apertura degli orizzonti fa sempre piacere. Piuttosto che nascondersi dietro paraventi, maschere fisse e falsi stereotipi, sarà preferibile mostrarsi a viso scoperto, creando con i muscoli facciali un numero infinito di espressioni. Perchè restare vittime di un unico tic quando si può fare di tutto? Meglio affrontare tutti i temi e gli argomenti che ci sono più congeniali, senza operare troppi distinguo, senza fare tagli netti, senza abbandonarsi a esclusioni preconcette. Nel blog, come a tavola, è preferibile assaggiare più portate e saper conversare amabilmente con i vicini, parlando di questo e di quello, piuttosto che starsene sdegnosi in disparte a rosicchiare sempre quell'osso e a battere su un unico tasto. Il che non significa indulgere, per programma, in atteggiamenti superficiali o in sciocchi blog-pettegolezzi, ma se qualcuno lo vorrà fare, chi mai potrebbe vietarglielo? Di certo nessuno di questi miei libertari "comandamenti").

3) Sii generoso/a nel tuo egoismo ed egoista nella tua generosità di blogger.
(Glossa: il blog è un mix di altruistica generosità e di sfacciato narcisismo. Il blogger è un dilettante, uno/a che trae un intimo piacere dalla pratica del blog. Le motivazioni che animano l'attività (non professionale) di ogni blogger sono essenzialmente di duplice natura: da un lato esprimono la buona intenzione di spargere idee, semi, "memi", informazioni, che un giorno potranno tornare utili in qualche modo anche agli altri e, d'altra parte, solleticano un basso istinto: la ricerca di appagamento (o di rispecchiamento) del proprio io. Ogni blogger è un angelo e un narciso, coltiva entrambe queste attitudini che solo in apparenza contrastano l'una con l'altra, mentre in realtà esse non fanno che rafforzarsi a vicenda).

4) Applica nell'universo del blog la regola (in verità ben poco osservata nella vita quotidiana): fa agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso e non fare mai agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. La civiltà del blog si alimenta del rispetto di questa semplicissima (ma, altrove, trasgreditissima) massima evangelica.

5) Ama sopra ogni cosa la verità e sforzati di essere sempre sincero/a... per lo meno nel blog.
(Glossa: non lasciarti indurre in tentazione dalla copertura di un volgare nickname e non spacciare in rete[ i ] fesserie o assurde panzane. Il diavolo (Nick) sa fare le pentole, ma non i coperchi. Sforzati quindi di citare sempre sul blog le fonti delle tue informazioni (i semi delle tue idee), abbonda nei link ai siti internet e ai "post[ i ]" di altri bloggers che reputi utili per la crescita tua e dei tuoi potenziali interlocutori).

6) Desidera in piena libertà la donna... (pardon...) il blog d' altri.
(Glossa: Un blog solo -sia pure il tuo (che credi sia il migliore)- non basta mai. La blogosfera è un vasto universo che si alimenta di desideri infiniti e di relazioni complesse. Il furto, il plagio, il libertinaggio (delle idee) vengono incoraggiati nel mondo del blog e non sono messi al bando. Ogni blogger è in cerca di connessioni con gli altri, la faccenda è della massima importanza. Solo i pazzi amano parlare da soli, un blog non è un monologo, ma aspira a diventare parte di un dialogo (oppure ad alimentare un vero e proprio "metalogo", nell'accezione data a questo termine dall'antropologo Gregory Bateson). L'interazione e lo scambio delle parti tra autori e lettori è un'esigenza assolutamente vitale per la sopravvivenza della blogosfera. Dopo aver letto i testi contenuti nei blog che più ti interessano, appropriatene liberamente, migliorali e riscrivili (se vuoi), oppure falli circolare -così come sono- nel web, non esitare comunque ad inviare all'autore i tuoi costruttivi commenti, partecipa attivamente alla conversazione, scambia le tue opinioni con quelle di altri bloggers che hanno scritto sul tema che, al momento, intriga anche te. Accetta di ricevere i commenti (magari salaci, ma l'ironia è il sale del blog) sui testi che tu stesso/a hai immesso nella blogosfera, rispondi volentieri ai commenti ricevuti, alimenta e orienta la discussione. Promuovi la circolazione dei contatti e dei collegamenti che portano i "tuoi" lettori al di fuori delle pagine del "tuo" blog, indirizzali generosamente verso altre fonti di approfondimento che tu stesso hai saputo raccogliere nella rete. Ricordati, in ogni caso, che gli aggettivi possessivi non si addicono al linguaggio del blog. La pratica socratica del dialogo li rifiuta e il filosofo ateniese fu forse il primo dei bloggers. Noi tutti stiamo ora cercando di imparare da lui a restare connessi).

7) Sii breve e conciso/a.
(Glossa: insomma, carissimi bloggers, non fate come me, non siate prolissi/e! Cercate di sintetizzare al massimo i vostri blog-interventi. Lasciate spazio (e tempo) per far maturare gli interventi di altri. Se proprio avete tante cose da dire suddividetele in sequenze e pubblicatele un poco alla volta, come in un feuilleton a puntate. Non fatevi mai vincere dall'ansia di voler comunicare tutto in una volta. Non siate troppo blogorroici. Il pregio del blog sta nella sintesi. In certi casi, poi, le parole non servono. Basta il silenzio che accompagna un'immagine. A volte una foto o un disegno appropriati -inseriti nel blog- possono trasmettere in un batter d'occhio delle informazioni ben più pregnanti di quelle contenute in un lungo testo).

In ossequio al settimo punto, ora dico stop. Ma quali potrebbero essere gli ultimi tre blog-comandamenti di questo monco e stravagante decalogo? Provate voi stessi a immaginarveli e, se vi va a genio l'idea, fatemeli poi sapere.
Attendo qui le risposte.

Gombrowicz

Conrad
credo, e ne sono lusingata, che tu appartenga a pieno titolo alla vivace comunità dei bloggers. Ti muovi con una disinvoltura invidiabile, utilizzi un linguaggio specifico ("post[ i ]"), produci virtuosismi e ti lasci cullare dall'onda del blog[ i ]. In effetti come negare il fascino di questi post! E' quasi come scrivere un messaggio e affidarlo poi alle cure del mare, protetto da una bottiglia. E se proprio ne fai una questione di età anagrafica, beh allora anch'io ho trapassato la soglia degli ...enta ahimè!
Non temere di essere ridicolo alla pari di Ferdydurke. Nel quadro esilarante, quanto feroce, che Gombrowicz tratteggia della società contemporanea, emerge come sia forse più importante assecondare una feconda immaturità, pur vista come una sorta di malattia, ma foriera di infiniti stimoli, piuttosto che inseguire il rigor mortis di una statica maturità. Questo è quello che ho colto del dilemma che caratterizza tale personaggio nello spassoso romanzo omonimo.
E poi scrivere, a mio avviso, è un po' come amare: non c'è un'età, non c'è un luogo ben definito e sempre uguale, non c'è un'unica modalità. Scribo ergo sum.
A presto
Barbara

logblogglob

Barbara,
tu stessa hai scritto, in un "post[ i ]" del tuo blog[ i ] pubblicato in questo sito, che il maggior numero di creatori di blog appartiene alla fascia di età compresa tra i 14 e i 30. Beata gioventù !
Da parte mia ho dunque abbondantemente superato quel limite anagrafico, trovandomi sulle spalle all'incirca un quarto di secolo di troppo. Non vorrei quindi apparire come un ridicolo Ferdydurke gombrowicziano (alludo al "rimbambito protagonista" del romanzo di uno dei miei autori preferiti, lo conosci? Che ne pensi?). Ma mi piace condividere l'esperienza del blog e mi va particolarmente a genio l'idea di "popolare di parole" (speriamo non del tutto vacue) questo "luogo ospitale", come lo hai definito tu, che Mario -con estrema generosità- ha voluto mettere a disposizione nostra e di altri.
W il BLOG e W il 1° maggio, festa dei lavoratori..., ma non dei bloggers (poichè la scrittura -e la lettura- sono fenomeni compulsivi che non conoscono soste, feste o tempi morti).
Conrad

Blog

Confido che il blog[ i ] possa intenerire anche il cuore dei bibliofili come me e dei gutemberghiani old fashion come te. Il blog si pavoneggia in tutta la sua duttilità e creatività. Un luogo ospitale sempre diverso e ogni giorno più ricco.
Crediamoci e uniamoci alla blog generation.
Barbara