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 <title>Giorgia&#039;s blog</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/blog/68</link>
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 <language>it</language>
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 <title>In ricordo di Anna Politkovskaja e delle donne cecene che continuano il suo lavoro</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/in_ricordo_di_anna_politkovskaja_e_delle_donne_cecene_che_continuano_il_suo_lavoro</link>
 <description> &lt;p&gt;L’Associazione Anna Politkovskaja in collaborazione con la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo organizza una serata di approfondimento sull conflitto russo-ceceno ricordando Anna Politkovskaja.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LUNEDI&#039; 10 MARZO 2008 – ORE 21.30&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SALETTA NORLENGHI presso la sede della Fondazione Bam&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Via Vittorio Emanuele 13 – Mantova&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ingresso libero&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo con l&#039;Associazione Anna Politkovskaja organizza una serata di approfondimento sulla questione del conflitto russo-ceceno ricordando la figura della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa per aver detto la verità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scelta di approfondire questo tema è dettata dal desiderio di offrire al pubblico mantovano una contestualizzazione storica e documentaria in vista dello spettacolo “Cara la pelle”, che si terrà la sera successiva, martedì 11 marzo alle ore 21 presso il Teatro Sociale, dodicesimo spettacolo della stagione teatrale del Comune di Mantova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Programma della serata:&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 07 Mar 2008 16:40:38 +0100</pubDate>
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 <title>&quot;Ho danzato sulle rovine&quot; di Milana Terloeva</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/ho_danzato_sulle_rovine_di_milana_terloeva</link>
 <description> &lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;em&gt;Associazione Anna Politkovskaja&lt;/em&gt; in collaborazione con la  casa editrice &lt;em&gt;Il Corbaccio&lt;/em&gt; e con  l&amp;rsquo;Assessorato alle Politiche Sociali -  Centro di Educazione Interculturale della Provincia di Mantova  &amp;nbsp;vi invita all&amp;rsquo;incontro con la giovane  giornalista cecena &lt;strong&gt;Milana Terloeva&lt;/strong&gt;, autrice del libro &lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;HO  DANZATO SULLE ROVINE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
- &lt;a href=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/MILANA_TERLOEVA.pdf&quot;&gt;scarica la locandina&lt;/a&gt; [&lt;a class=&quot;glossary-term&quot; href=&quot;glossary#term74&quot;&gt;&lt;acronym title=&quot;PDF: Portable Document Format. Diffuso formato per la gestione di documenti elettronici, sviluppato dalla Adobe. I documenti in formato PDF vengono creati col programma Acrobat, e permettono di conservare una impaginazione professionale e costante, indipendentemente dalla piattaforma su cui il documento viene letto. Per la lettura di un documento PDF occorre il programma Acrobat Reader, distribuito gratuitamente dalla Adobe.&quot;&gt;pdf&lt;/acronym&gt;&lt;/a&gt; 132KB]-&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Edizioni Il Corbaccio  &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;presentazione del libro e incontro  con l&amp;rsquo;autrice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mercoled&amp;igrave; 27  febbraio 2008, ore 21.00&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Palazzo del Plenipotenziario&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Piazza  Sordello 43 -&amp;nbsp;  Mantova&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Milana Treloeva ha 27 anni ed &amp;egrave;  sopravvissuta alle due guerre che in Cecenia hanno ucciso circa 250 mila  persone, tra cui molti dei suoi amici e famigliari. &amp;Egrave; passata dal suo piccolo  paese natale, a tre ore da Groznyj, alla scuola di giornalismo della Facolt&amp;agrave; di  Scienze Politiche di Parigi grazie a &lt;em&gt;&amp;Eacute;tudes sans fronti&amp;egrave;res&lt;/em&gt;. Nel suo  libro, diario personale e diario di guerra al tempo stesso, racconta la storia  recente di questo paese straziato, attraverso mille aneddoti di vita vissuta: la  fuga dal suo villaggio sotto i bombardamenti, le giornate passate alla facolt&amp;agrave;  di Groznyj accerchiata dall&amp;rsquo;esercito russo, la vita in famiglia, gli amici che  scompaiono, le fughe in Inguscezia durante gli attacchi, l&amp;rsquo;arrivo a Parigi e la  scoperta di un&amp;rsquo;Europa piena di contraddizioni, capace di grandi progetti di  solidariet&amp;agrave;, ma capace anche di tenere gli occhi chiusi sulle tragedie dei  popoli che abitano alle sue porte. &amp;Egrave; anche per rompere questa indifferenza che  Milana ha voluto pubblicare il suo libro prima di tornare a vivere in  Cecenia.&lt;/p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.associazionepolitkovskaja.eu&quot;&gt;www.associazionepolitkovskaja.eu&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:info@associazionepolitkovskaja.eu&quot;&gt;info@associazionepolitkovskaja.eu&lt;/a&gt;
 </description>
 <category domain="http://www.mariovarini.it/drupal/taxonomy/term/325">Appuntamenti culturali</category>
 <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 16:31:37 +0100</pubDate>
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 <title>Una diversa idea di giornalismo. Putin eletto “persona dell’anno 2007” dal Time</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/una_diversa_idea_di_giornalismo_putin_eletto_persona_dell_anno_2007_dal_time</link>
 <description> &lt;p&gt; “Non è un’onorificenza. Non è un’investitura. Non è un concorso di popolarità. Al massimo è un lucido riconoscimento del mondo quale è, dei più potenti individui e delle forze che gli danno forma, nel bene e nel male. Di fatto, il titolo di ‘persona dell’anno’ riguarda la leadership, la leadership audace in grado di cambiare il mondo. Putin non è un boy scout. Non è un democratico nel senso occidentale del termine. Non è il paladino della libertà di parola. Persegue soprattutto la stabilità, la stabilità prima della libertà, la stabilità prima della libera scelta”. Così il Time, che a suo tempo aveva eletto Hitler e Stalin “uomini dell’anno”, giustifica la scelta di Putin per il 2007. Una scelta che André Glucksmann definisce “ingenua, irrazionale e immorale” per l’enorme manovra propagandistica gratuita su scala mondiale che il Time regala al presidente russo. È più facile infatti che la gente ricordi semplicemente il suo primissimo piano sulla prestigiosa copertina, che non il modo sanguinoso in cui Putin affronta i conflitti nel Caucaso o il modo dittatoriale in cui tratta gli oppositori in politica interna. &lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Jan 2008 15:31:24 +0100</pubDate>
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 <title>Uno straccio di donna</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/uno_straccio_di_donna</link>
 <description> &lt;p&gt;Da qualche tempo Mantova ospita dei cartelloni pubblicitari che ritraggono una donna nuda prona su un pavimento sotto lo slogan di una ditta produttrice di piastrelle che ci invita sottilmente a vestire la nostra casa con i suoi prodotti.&lt;br /&gt;
La prima considerazione riguarda la banalità della pubblicità a cui gli italiani sono abituati, a cui si propongono donne nude per vendere tutto, dai dentifrici alle piastrelle per la casa. Il caso specifico però ha in sé una sciatteria tutta provinciale, che sta nella posa inespressiva della modella appiattita sul pavimento, che porta grossi anelli d’oro e un crocifisso stile Madonna anni ’80. Un minimo guizzo di ironia e gusto nella mente del grafico avrebbe salvato le sorti di una fotografia insignificante e oggettivamente brutta.&lt;br /&gt;
Ma al quadro manca un dettaglio, lo strofinaccio a cui rimanda irresistibilmente la coppia donna-pavimenti, per di più in una posizione così smaccatamente subalterna. Per questa seconda considerazione non è necessario essere femministe sessantottine: basta avere chiaro il principio-base della dignità dell’essere umano, a prescindere dal genere.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Thu, 08 Nov 2007 16:54:46 +0100</pubDate>
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 <title>CAUCASO. Guerre dimenticate alle porte d&#039;Europa</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/caucaso_guerre_dimenticate_alle_porte_deuropa</link>
 <description> &lt;img src=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/images/caucaso.jpg&quot; width=&quot;389&quot; height=&quot;266&quot; alt=&quot;Caucaso: guerre dimenticate&quot; /&gt;
Fotografie di Livio Senigalliesi, Sala polivalente Aldo Zanoni, via Tassoni 12 - Mantova. 
Dal 2 al 27 aprile
a cura di: Associazione Anna Politkovskaja, Amnesty International Gruppo 79, con il patrocinio dell&#039;Assessorato alle Pari Opportunità, Immigrazione e Pace del Comune di Mantova.
&lt;table id=&quot;attachments&quot; summary=&quot;Documento&quot;&gt;
&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;th&gt;Allegato&lt;/th&gt;&lt;th&gt;Dimensione&lt;/th&gt; &lt;/tr&gt;
&lt;tr class=&quot;dark&quot;&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/mostra%20fotografica%20CAUCASO%20a%20Mantova.pdf&quot;&gt;mostra fotografica CAUCASO a Mantova.pdf&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;69.84 KB&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; </description>
 <category domain="http://www.mariovarini.it/drupal/taxonomy/term/325">Appuntamenti culturali</category>
 <pubDate>Mon, 02 Apr 2007 10:11:52 +0200</pubDate>
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 <title>HRANT DINK E LE VERITA’ DI STATO</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/hrant_dink_e_le_verita_di_stato</link>
 <description> &lt;p&gt; “Non lascerò mai la Turchia. Se lo facessi mi sembrerebbe di abbandonare la gente che in questo paese si batte per la democrazia. Vorrebbe dire tradirli. E io non lo farò mai”. Hrant Dink, da tempo ‘osservato speciale’ di Amnesty International e Reporter senza frontiere, era uno dei pochi armeni di Turchia e lì aveva deciso di restare, proprio perché era lì che la sua battaglia per i diritti umani e le libertà individuali aveva più senso. In quanto turco armeno, la sua battaglia coincideva infatti anche con la lotta per la verità sul massacro del suo popolo, vittima del primo genocidio del XX secolo, perpetrato dai turchi ottomani tra il 1915 e il 1916 e che costò la vita un milione e ottocentomila persone, fatte morire per lo più in estenuanti marce forzate attraverso i deserti di Siria e Mesopotamia&lt;br /&gt;
Ad assassinare Hrant Dink è stato un giovane affiliato a una organizzazione nazionalista di Trebisonda, la stessa città che a inizio 2006 ha fatto da scenario all’assassinio di don Santoro. A causa del suo impegno per fare riconoscere in Turchia e alla Turchia la verità storica del genocidio armeno, Hrant Dink aveva subito processi per aver violato l’articolo 301 del codice penale turco. &lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Tue, 30 Jan 2007 08:21:24 +0100</pubDate>
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<item>
 <title>Il calvario ceceno</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/il_calvario_ceceno</link>
 <description> &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/images/1168439237_1.jpg&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;286&quot; alt=&quot;Cecenia libera&quot; class=&quot;image&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
IL CALVARIO  CECENO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;INTERVISTA AD ANNA POLITKOVSKAJA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di GIORGIO FORNONI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;VENERDI 2 FEBBRAIO ORE 21.00&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;AL&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CINEMA DEL CARBONE&lt;br /&gt;
Piazza Don Leoni 18 – 46100 Mantova &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;a cura di Cecenia Libera e Amnesty International Gruppo 79, con la collaborazione dell&#039;Assessorato alle pari opportunità e Immigrazione del Comune di Mantova&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giorgio Fornoni sarà presente alla proiezione per portare la sua testimonianza diretta sul popolo ceceno, martoriato e dimenticato dalla comunità europea e internazionale, e per ricordarci che non c’è nulla di ‘normalizzato’, come ci vuole far credere l’informazione ufficiale, in un paese in cui i civili vengono ancora rapiti, torturati e uccisi con l’accusa di terrorismo.&lt;br /&gt;
Un’occasione per esercitare il nostro dovere di conoscere la verità.&lt;br /&gt;
Un’occasione per svegliare la nostra coscienza e non condividere la vergogna della politica italiana che tace sugli orrori ceceni in cambio delle forniture del gas che arriva nelle nostre case.&lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Wed, 10 Jan 2007 14:03:39 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Anna Politkovskaja</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/anna_politkovskaja_0</link>
 <description> &lt;div class=&quot;image&quot;&gt;
  &lt;a href=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/?q=politkovskaja&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/images/Politkovskaja_0.jpg&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;466&quot; alt=&quot;Politkovskaja&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;classclear&quot;&gt; &lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Venerdi 1 dicembre 2006 &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
alle ore 18 al Palazzo della Ragione,&lt;br /&gt;
Giorgia Bottani ricorderà Anna Politkovskaja e il suo lavoro e presenterà un progetto di
accoglienza di studenti ceceni in Italia e a Mantova.
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anna Politkovskaja &amp;Egrave; una che non l&amp;rsquo;ha mai mandata gi&amp;ugrave;. Ha masticato, ma non ha mai mandato gi&amp;ugrave;. Non ha mai digerito, non ha mai elaborato i lutti di Cecenia. Non come noi, che assaggiamo tutto, mastichiamo ogni notizia anche se ha un sapore amaro, al massimo facciamo una smorfia, ma poi mandiamo gi&amp;ugrave;, perch&amp;eacute; ci sono centinaia di altre notizie da ingollare e metabolizzare. E digeriamo tutto per bene per avere -  ci piace pensare che la conoscenza di ci&amp;ograve; che accade nel mondo funzioni cos&amp;igrave; - un quadro chiaro e completo delle cose: in Cecenia c&amp;rsquo;&amp;egrave; la guerra per questo motivo, in Darfur per quest&amp;rsquo;altro, siamo in grado di ripercorre le tappe storiche della questione palestinese. Come se le notizie, le informazioni, la conoscenza dei fatti, l&amp;rsquo;essere al corrente delle cause e degli effetti gi&amp;agrave; ci mettesse la coscienza a posto. Magari c&amp;rsquo;&amp;egrave; poi chi si fa stampare una maglietta con scritto Cecenia libera per dimostrare e dimostrarsi che su quella questione &amp;egrave; bene informato e ha la sua brava opinione &amp;ldquo;contro&amp;rdquo;. Come se l&amp;rsquo;informazione e la conoscenza ci mettesse al riparo dal dovere di agire, ci mettesse in una condizione di apparente attivit&amp;agrave;: si tratta invece di un meccanismo subdolo che ci fa essere passivi mentre noi ci sentiamo attivisti, ci disimpegna mentre noi ci sentiamo molto impegnati.&lt;/p&gt; </description>
 <pubDate>Tue, 21 Nov 2006 08:04:39 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Sistemi semplificati</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/sistemi_semplificati</link>
 <description> &lt;p&gt;Definire ‘antisemiti’ coloro che criticano le violenze di Israele appartiene alle stesse pratiche di manipolazione delle parole e delle idee che applica Bush quando definisce ‘fascisti’ gli islamisti che invocano la guerra all’Occidente.&lt;br /&gt;
Mi vengono in mente due considerazioni.&lt;br /&gt;
La prima è che chi accusa di antisemitismo chi critica i razzi israeliani in Palestina, il massacro dei bambini di Cana, la distruzione di villaggi e città e la disseminazione delle bombe a grappolo tra i civili libanesi pensa che i ‘semiti’ siano autorizzati a prendersi la loro vendetta di sangue, abbiano una sorta di credito storico inestinguibile per aver subito gli orrori del nazismo. Dall’altro lato, dare dei ‘nazisti’ ai governanti israeliani fa leva sullo stesso meccanismo, a significare che la loro ferocia non è diversa da quella del Terzo Reich. Ma la violenza della storia non può essere riparata, tantomeno con un gioco revisionista al rimpiattino. L’orrore si incarna nella storia sotto tanti nomi e usare i termini ‘nazismo’ o ‘antisemitismo’ nella questione arabo-israeliana non fa che falsare le prospettive: si tratta di un abuso della parola, di una manipolazione della storia, un modo facile ed eclatante per attaccare un’etichetta acritica a ciò che accade.&lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Tue, 05 Sep 2006 10:31:53 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Parole OGM e militar look</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/parole_ogm_e_militar_look</link>
 <description> &lt;p&gt;Cambiare la natura delle cose (siano fragole o pecore), rimescolarne artificialmente le componenti genetiche, manometterle da dentro facendo per&amp;ograve; in modo che all&#039;esterno mantengano l&#039;aspetto consueto (quello che ce le fa percepire e riconoscere come fragola o pecora) &amp;egrave; una tendenza all&#039;impostura che non &amp;egrave; confinata a certi laboratori scientifici, ma trova la sua contropartita in altri fenomeni dei nostri tempi. Il rischio di creare mostruosit&amp;agrave; incontrollabili e lontanissime dal bagaglio di informazioni biologiche proprie di una data specie non &amp;egrave; solo un pericolo che corre la manipolazione genetica applicata ad animali e vegetali, ma &amp;egrave; uno spettro che incombe anche sul DNA di alcune parole, cio&amp;egrave; sul loro significato. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La degenerazione semantica, annunciata dalla vera e propria emorragia di senso di cui certe parole stanno soffrendo &amp;egrave; un sintomo evidente di come ci sia un sistema di forze che lavora affinch&amp;egrave; cambi il modo intendere quelle parole, quindi di pensare, di comunicare, di produrre idee libere su ci&amp;ograve; che accade al mondo. Un sistema (per niente occulto, perch&amp;egrave; sta alla base delle grandi potenze economiche e politiche mondiali) che lavora incessantemente e con tutti i mezzi di persuasione (dalla pubblicità alle armi) &amp;#8220;alla trasposizione in termini ideologici che si pretendono universali di un insieme di forze economiche, e specificamente quelle del capitale internazionale&amp;#8221;. Cos&amp;igrave; ha definito il cosiddetto &amp;#8220;pensiero unico&amp;#8221; Ignacio Ramonet. Ma non &amp;egrave; solo una questione di soldi. Dietro tutto questo lavora qualcosa di pi&amp;ugrave; profondo, lavora un movimento che tende alla omologazione del mondo da un punto di vista ideale, prima ancora che economico o politico: lavora la tendenza all&#039;uniformazione, alla catalogazione, al controllo, al livellamento delle differenze e delle minoranze, all&#039;annientamento delle verit&amp;agrave; che in esse risiedono. &lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Mon, 03 Jul 2006 17:53:59 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Stupiditas mundi</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/stupiditas_mundi_0</link>
 <description> &lt;p&gt;Vedendo le reazioni di Borghezio e ascoltando suoi commenti sull’aggressione da lui subita sul treno di ritorno da una manifestazione anti TAV, mi è tornato in mente che ‘stupore’ ha la stessa radice etimologica di ‘stupidità’. In entrambi i casi il rimando è a uno stato di ebetitudine, un disorientamento cognitivo, una deficienza logico-deduttiva da lui perfettamente esemplificata.&lt;br /&gt;
Il mastino che vediamo sbavare odio razziale durante comizi che solo Blob sente il dovere morale e storico di documentare, che sappiamo circolare per le stazioni ferroviarie a disinfettare i vagoni frequentati da persone di colore, che fuma le canne prima di partecipare alle sedute del parlamento europeo, quel mastino divorato dalla rogna leghista è comparso sugli schermi con collarino cervicale, naso rotto, occhio fisso e cervello ancora più istupidito, stupito e impaurito per l’aggressione subita. &lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 16:27:42 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Sabiera: un poema di fiume</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/sabiera_un_poema_di_fiume</link>
 <description> &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/?q=an_puema_ad_fiom&quot;&gt;Pubblicati gli audio del 3 giugno 2006, giornata dedicata al Po, accedi alla scheda del libro.&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/images/po.png&quot; width=&quot;512&quot; height=&quot;312&quot; alt=&quot;fiume pò&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;caption&quot;&gt;Il bacino idrografico del fiume Po&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;classclear&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
 </description>
 <pubDate>Thu, 22 Jun 2006 12:11:15 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Linee rosse</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/linee_rosse</link>
 <description> &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.mariovarini.it/drupal/files/images/lineerosse_1.gif&quot; width=&quot;519&quot; height=&quot;200&quot; alt=&quot;Linee rosse&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Per ogni punto passano infinite rette.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ai bambini e ai vitellini&lt;br /&gt;
morti ammazzati.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; una linea, rossa, non sottile, che lega tra loro tutte le forme di violenza.&lt;br /&gt;
Parte da mostri, assassini, soldati, sfruttatori, allevatori in batteria e passa attraverso infiniti punti, vittime inermi e innocenti: bambini, uomini, donne, cani, o vitelli, non fa differenza. Una rete&lt;a href=&quot;glossary#term129&quot; title=&quot;Rete: Termine generico che indica due o pi&amp;amp;ugrave; computer collegati in modo da poter condividere applicazioni o files.&quot; class=&quot;glossary-indicator&quot;&gt;[ i ]&lt;/a&gt; rossa che avvolge ingabbia e stringe tutto il mondo, tanto pi&amp;ugrave; rossa quanta pi&amp;ugrave; &amp;egrave; la violenza che circola tra le sue maglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono stata vegetariana osservante per quindici anni. Anche se, soprattutto nel mondo occidentale iperindustrializzato, &amp;egrave; perfettamente possibile vivere senza l&amp;rsquo;apporto di proteine animali, non consideravo sbagliato, in quanto essere umano e onnivoro, mangiare carne animale: contestavo invece il modo in cui la carne mi arrivava nel piatto, ripulita dall&amp;rsquo;idea di morte e allevamento forzato. Contestavo il principio di delega che sta alla base di un gesto facile come pagare qualcuno &amp;ndash; il macellaio &amp;ndash; perch&amp;eacute; si assuma la responsabilit&amp;agrave; della morte di un animale che ha vissuto sempre e solo in gabbia e faccia il lavoro sporco di ucciderlo, scuoiarlo, farlo a pezzi e pulirlo, per rendere il suo corpo un oggetto astratto su un vassoio di polistirolo prezzato al chilo. Il macellaio pulisce per noi la bistecca dall&amp;rsquo;idea di morte, ci fa pagare un prezzo monetario come patteggiamento per un gesto grave e irreversibile che non pu&amp;ograve; invece essere risarcito.&lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Wed, 05 Apr 2006 15:48:54 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Stupiditas mundi</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/stupiditas_mundi</link>
 <description> &lt;p&gt;Vedendo le reazioni di Borghezio e ascoltando i suoi commenti sull’aggressione da lui subita sul treno di ritorno dalla manifestazione anti TAV, mi è tornato in mente che ‘stupore’ ha la stessa radice etimologica di ‘stupidità’. In entrambi i casi il rimando è a uno stato di ebetitudine, un disorientamento cognitivo, una deficienza logico-deduttiva da lui perfettamente esemplificata.&lt;br /&gt;
Il mastino che vediamo sbavare odio razziale durante comizi che solo Blob sente il dovere morale e storico di documentare, che sappiamo circolare per le stazioni ferroviarie a disinfettare i vagoni frequentati da persone di colore, che si fuma canne prima di partecipare a sedute del parlamento europeo, quel mastino divorato dalla rogna leghista è comparso sugli schermi con collarino cervicale, naso rotto, occhio fisso e cervello (ancora più) istupidito, stupito e impaurito per l’aggressione subita. &lt;/p&gt;
 </description>
 <pubDate>Tue, 20 Dec 2005 08:27:08 +0100</pubDate>
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 <title>Una mano non lava l&#039;altra</title>
 <link>http://www.mariovarini.it/drupal/una_mano_non_lava_laltra</link>
 <description> &lt;p&gt;A fine giugno, all&amp;rsquo;ingresso della festa della lega lombarda di Ponti sul Mincio i leghisti hanno esposto uno striscione che diceva &amp;ldquo;STUPRATE PEGORARO&amp;rdquo;, con ovvio riferimento al segretario dei Verdi Pecoraro Scanio, alla sua omosessualit&amp;agrave; e agli stupri perpetrati da immigrati nei giorni precedenti. Ma la violenza di una frase cos&amp;igrave; grave travalica la questione politica e quella cosiddetta &amp;lsquo;di genere&amp;rsquo;, perch&amp;eacute; si tratta di una minaccia rivolta non solo gli avversari politici della lega o agli omosessuali, ma si estende a chiunque sia a vario titolo oppositore di quel partito di bavosi latranti. Oltre che disgustata e furiosa e con una gran voglia di sfasciare (almeno) gli striscioni della lega io mi sono sentita minacciata personalmente, come individuo, e non solo come donna da una frase del genere: esistano persone che pensano quello che hanno scritto e che invitano alla violenza sessuale come punizione per chi non pensa o non si comporta come loro. E non mi si venga a parlare di provocazione o bravata di gradassi campagnoli che si improvvisano politicanti da sagra. &lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 19 Jul 2005 15:22:04 +0200</pubDate>
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