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Emanuela al Moodlemoot Italia 2007
Inserito da emanuela il Dom, 25/03/2007 - 10:13 Categorie: e-learning |Salve a tutti/e.
Sono reduce dal Moodlemoot Italia 2007 che si è tenuto a Reggio Emilia il 22-23 Marzo.
www.moodlemoot.unimore.it/
E' stata un'esperienza molto interessante per tutti coloro che si occupano di e-learning. Dal programma potete vedere che gli interventi hanno toccato vari aspetti : da quello tecnico a quello didattico, accessibilità[ i ] ed esperienze nelle scuole/università. Soprattutto ho conosciuto persone che operano nella community di Moodle e che adattano continuamente questo strumento perchè risponda alle esigenze didattiche e comunicative richieste dal processo insegnamento/apprendimento. Anch'io ho avuto il privilegio di presentare la mia relazione: "Orientamento in uscita: un esempio di progetto didattico di integrazione tra un CMS[ i ] (Drupal) e un LMS (Moodle)" e vi assicuro che è stata un'esperienza emozionante.
La relazione ed altri documenti relativi alla mia presentazione li trovate in questa pagina: http://www.emanuelazibordi.it/drupal/?q=Integrazione_drupal_moodle/
HRANT DINK E LE VERITA’ DI STATO
Inserito da Giorgia il Mar, 30/01/2007 - 09:21 “Non lascerò mai la Turchia. Se lo facessi mi sembrerebbe di abbandonare la gente che in questo paese si batte per la democrazia. Vorrebbe dire tradirli. E io non lo farò mai”. Hrant Dink, da tempo ‘osservato speciale’ di Amnesty International e Reporter senza frontiere, era uno dei pochi armeni di Turchia e lì aveva deciso di restare, proprio perché era lì che la sua battaglia per i diritti umani e le libertà individuali aveva più senso. In quanto turco armeno, la sua battaglia coincideva infatti anche con la lotta per la verità sul massacro del suo popolo, vittima del primo genocidio del XX secolo, perpetrato dai turchi ottomani tra il 1915 e il 1916 e che costò la vita un milione e ottocentomila persone, fatte morire per lo più in estenuanti marce forzate attraverso i deserti di Siria e Mesopotamia
Ad assassinare Hrant Dink è stato un giovane affiliato a una organizzazione nazionalista di Trebisonda, la stessa città che a inizio 2006 ha fatto da scenario all’assassinio di don Santoro. A causa del suo impegno per fare riconoscere in Turchia e alla Turchia la verità storica del genocidio armeno, Hrant Dink aveva subito processi per aver violato l’articolo 301 del codice penale turco.
Il calvario ceceno
Inserito da Giorgia il Mer, 10/01/2007 - 15:03
IL CALVARIO CECENO
E
INTERVISTA AD ANNA POLITKOVSKAJA
di GIORGIO FORNONI
VENERDI 2 FEBBRAIO ORE 21.00
AL
CINEMA DEL CARBONE
Piazza Don Leoni 18 – 46100 Mantova
a cura di Cecenia Libera e Amnesty International Gruppo 79, con la collaborazione dell'Assessorato alle pari opportunità e Immigrazione del Comune di Mantova
Giorgio Fornoni sarà presente alla proiezione per portare la sua testimonianza diretta sul popolo ceceno, martoriato e dimenticato dalla comunità europea e internazionale, e per ricordarci che non c’è nulla di ‘normalizzato’, come ci vuole far credere l’informazione ufficiale, in un paese in cui i civili vengono ancora rapiti, torturati e uccisi con l’accusa di terrorismo.
Un’occasione per esercitare il nostro dovere di conoscere la verità.
Un’occasione per svegliare la nostra coscienza e non condividere la vergogna della politica italiana che tace sugli orrori ceceni in cambio delle forniture del gas che arriva nelle nostre case.
Anna Politkovskaja
Inserito da Giorgia il Mar, 21/11/2006 - 09:04Venerdi 1 dicembre 2006
alle ore 18 al Palazzo della Ragione,
Giorgia Bottani ricorderà Anna Politkovskaja e il suo lavoro e presenterà un progetto di
accoglienza di studenti ceceni in Italia e a Mantova.
Anna Politkovskaja È una che non l’ha mai mandata giù. Ha masticato, ma non ha mai mandato giù. Non ha mai digerito, non ha mai elaborato i lutti di Cecenia. Non come noi, che assaggiamo tutto, mastichiamo ogni notizia anche se ha un sapore amaro, al massimo facciamo una smorfia, ma poi mandiamo giù, perché ci sono centinaia di altre notizie da ingollare e metabolizzare. E digeriamo tutto per bene per avere - ci piace pensare che la conoscenza di ciò che accade nel mondo funzioni così - un quadro chiaro e completo delle cose: in Cecenia c’è la guerra per questo motivo, in Darfur per quest’altro, siamo in grado di ripercorre le tappe storiche della questione palestinese. Come se le notizie, le informazioni, la conoscenza dei fatti, l’essere al corrente delle cause e degli effetti già ci mettesse la coscienza a posto. Magari c’è poi chi si fa stampare una maglietta con scritto Cecenia libera per dimostrare e dimostrarsi che su quella questione è bene informato e ha la sua brava opinione “contro”. Come se l’informazione e la conoscenza ci mettesse al riparo dal dovere di agire, ci mettesse in una condizione di apparente attività: si tratta invece di un meccanismo subdolo che ci fa essere passivi mentre noi ci sentiamo attivisti, ci disimpegna mentre noi ci sentiamo molto impegnati.





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