in cerca dei trulli

...e poteva mancare la coda?
Ci siamo, dopo un pacco di noiosissime ore d'autostrada imbocchiamo una strada dritta con favolosi su e giù tra una collina e l'altra che ci porta sino ai tortuosi sentieri contornati da candidi muretti i pietra. Eccoli i trulli. In questa zona sono piccoli, molto più piccoli di quelli di Alberobello, dove il trullo è la casa.
Chi ha visitato queste lontane terre (si dice che dalla rocca estrema di Santa Maria di Leuca si possa vedere tutta l'Italia) comprende il perchè dell'esistenza dei trulli.

L'ambiente, certamente trasformato e derubato della sua foresta ora è una vasta distesa di ulivi; l'impressione è quella di un presepe, coni bianchi galleggiano sulla verde distesa; a terra sassi, sassi, solo sassi e terra rossa. Il terreno fertilissimo, liberato dai sassi ospita orti, vigneti e giardini.
Ma i sassi? cosa ne hanno fatto dei sassi? Sono stati accumulati in mucchi a forma di cono. Pazientemente rivestiti con pietre selezionate dalla forma piatta, scavati al loro interno sono diventati ripostigli per gli attrezzi di lavoro della campagna. Qualche volta, quando il tempo non era clemente diventavano accoglienti ripari per i contadini.
Ora, a distanza di 4/500 anni dalla loro nascita sono diventati dimora di scrittori, artisti, comunità buddiste e altri individui che hanno deciso di staccare la spina.

Un mondo di solidarietà e rispetto.
Un mondo lontano dalla rete[ i ], ma molto vicino al cuore.




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