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Insegnanti al bivio. L'impatto delle ICT nella professionalità docente

(Appunti liberi per la realizzazione di un field-trip)

Parlare di informatica e didattica consente di ragionare in modo più flessibile e soprattutto di mettere in luce alcuni nodi metodologici che nascono proprio dalle relazioni di diverso tipo, teoriche e applicative, che l'informatica ha con la didattica e le sue risorse, e dai nuovi rapporti che, grazie all'informatica, si possono stabilire tra le diverse discipline.

Si potrebbero infatti rintracciare nelle singole metodologie di indagine elementi formali che convergono con gli argomenti trattati dall'informatica teorica e che consentono di studiare metodi corretti ed efficaci di codifica, elaborazione e trasmissione dell'informazione (intendendo per informazione un aspetto dell'attività conoscitiva formata da dati in relazione tra loro): in tal modo, tra l'altro, l'analisi non rischia di rimanere vincolata alla tecnologia disponibile al presente che, come l'esperienza di questi ultimi anni ha ampiamente dimostrato, è destinata ad essere superata rapidamente.

Il compito del docente nella pratica quotidiana della ricerca e dell'insegnamento (due momenti che, come forse vale la pena di sottolineare, hanno profondi punti contatto) non è solo quello di trasmettere un patrimonio di conoscenze ma anche di insegnare un metodo di ricerca, di accompagnare per mano (guida) lo studente fornendo nuovi strumenti di critica, analisi e sintesi.

Per quanto riguarda la trasmissione del patrimonio delle conoscenze è una pratica già acquisita dal docente, ma è la diversa metodologia di ricerca e degli strumenti di elaborazione dell'informazione che fa la differenza tra lui e i suoi insegnanti e quindi tra metodi del passato e quelli attuali.

Competenze e metodologie di discipline diverse, in parte con esigenze tecniche e pratiche anche molto specialistiche sono chiamate a concorrere per realizzare fenomeni culturali omogenei.

Nella ricerca dell'informazione emerge l'esigenza di considerare più attentamente le relazioni tra testo e contesto nelle proprie fonti, un legame che oggi è sempre più difficile mantenere, l'informazione prima veniva distribuita dall'alto (da fonti certe ed accreditate) oggi la tendenza si sta capovolgendo, l'informazione sale dal basso (da fonti non certe ed non accreditate), e ne sale tantissima (ridondanza).

L'adozione da parte del docente di nuove metodologie di ricerca lo pone nuovamente al centro di questo fenomeno, ed è quindi necessario, per evitare sperimentazioni selvagge, che vengano adottati sistemi di formazione e addestramento che aiutino il docente a superare questa sua "crisi di identità".

Multidisciplinarietà, contestualizzazione dell'informazione e contenuto stesso dell'informazione caratterizzano oggi le ‘tre dimensioni’ dei documenti, l’uso di nuove tecnologie e l’addestramento alla padronanza di nuovi strumenti scientifici, caratterizzano il percorso sul quale il "nuovo" docente deve "camminare".

Credo che una delle innovazioni metodologiche fondamentali introdotte dalle nuove tecnologie sia proprio legata alla riflessione sul sistema di rappresentazione dell’informazione testuale, sulla sua codifica e sulla sua trasposizione in formato elettronico. In quest’operazione di formalizzazione e codifica l’aspetto fisico del documento, il costrutto linguistico e il suo contenuto di informazioni e di significato possono essere rappresentati in un sistema uniforme e integrato (ipertesto).

La dinamicità e flessibilità dei linguaggi e del mezzo elettronico rendono possibile una rappresentazione adeguata delle fonti che dia conto sia della organizzazione formale dei testi, sia di aspetti paratestuali relativi alla loro analisi e interpretazione, ma che nel contempo consenta di inserire le fonti in un sistema complesso di informazioni, che possono essere analizzate e messe a confronto in modo uniforme (RSS[ i ]).