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Mantua

Mantua

una poesia di: Dante Goffetti, “mantoano”

Mantova, 1957 di  Giuseppe Sebesta (Olio su tavola)
Mantova, 1957 di Giuseppe Sebesta
(Olio su tavola)


”Mantua l´appellar senz´altra sorte”
Dante, “Divina Commedia”, “Inferno”, canto XX

Mantova, con le radici d´ossidiana
confitte nel ventre della palude,
fecondo di canne, di rane e d´uccelli,
prodigo di lucci, di carpe e d´anguille.

Mantova, venezia d´Etruria, Forcello

che grufola “sotto tetti di faggio”,
civitas crociata del Graal del Signore,
rossa del sangue dei moti dei braccianti.

Mantova, isola che s´erge
su campi di trigoli e di loto,
attorniata da salici e pioppi,
ancorata da platani e tigli.

Mantova, sospesa sopra i laghi,
adorna di palazzi e di chiese,
mater padana colle poppe ripiene
e le tette -di grana- nelle insegne.

Mantova, maga indovina,
Sibilla di Luna falcata
specchiata nel triplice lago,
sogno di Manto inverato.

ottobre 2001