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Lo specchio e gli altri

By conrad
Creato 16/09/2006 - 23:05
Racconti

Appunti etnografici con la videocamera

Museo demologico “Giacomo Bergomi”
di Montichiari

Rassegna di video etnografici

5 - 12- 19 e 26 ottobre
ore 21
ingresso libero

 

Ma sarà vero, come afferma un vecchio proverbio, che “gli altri sono lo specchio di noi stessi” ?
Le relazioni tra osservatore e osservati stanno alla base della raccolta dei documenti etnografici, specialmente di quelli che ci appaiono di natura non tangibile: tradizioni orali, musica e danza, cerimonialità popolare, memorie e storie di vita.

Sul piano della strumentazione, il ricorso alla registrazione digitale della voce, del suono e delle immagini, reso accessibile dai nuovi mezzi tecnici dei quali ciascuno può oggi liberamente disporre (dai ricercatori sul campo, ai turisti, alla gente del posto), ha grandemente agevolato la produzione di documenti audio e video riguardanti ogni occasione della vita e delle usanze delle società umane.
Di fronte all’enorme ampliamento nell’uso di queste tecnologie di registrazione e di ripresa, ormai giunte alla portata di tutti, oggi purtroppo si assiste però ad una progressiva banalizzazione di massa nella diffusione della parola, della musica e delle immagini, per mezzo di telefoni cellulari, Ipod, Mp3[ i ] [1], fotocamere e videocamere digitali, ecc.

La disponibilità di questi nuovi strumenti sembra rendere, invece, gli antropologi più accorti e disponibili a cercare di fare un uso corretto di essi, impiegandoli in alternativa ai tradizionali metodi di “restituzione” dei dati raccolti nelle inchieste sul campo, che un tempo erano affidati -in modo quasi esclusivo- alla scrittura.

L’etno-grafia (letteralmente: etno-scrittura) sta per essere ormai superata da una nuova forma di documentazione dei fenomeni demo-etno-antropologici: l’etno-video. Una forma ibrida di conservazione di materiali e di comunicazione che trova nel superamento della scrittura, nella valorizzazione della produzione di documenti (contents) digitali audio e video, e nella padronanza delle tecniche del montaggio i propri peculiari strumenti. Una trasformazione feconda, nei metodi della ricerca e negli stili di comunicazione, che è giunta a porsi quasi all’apice delle scienze umane, ma che richiede ancora profonde, ineludibili riflessioni sugli statuti e sull’uso del linguaggio e delle immagini.

La rassegna di video etnografici realizzati da quattro giovani autori italiani, promossa dal Museo demologico “Giacomo Bergomi” di Montichiari nel mese di ottobre 2006 vuole contribuire a sviluppare la discussione intorno a questi temi innovativi.

Alle proiezioni, che saranno effettuate nella sala video del Museo, nelle serate di giovedì 5 - 12- 19 e 26 ottobre, alle ore 21 (con ingresso libero), prenderanno parte gli autori dei video della rassegna, i quali si confronteranno con il pubblico su alcuni degli argomenti centrali delle loro produzioni:

Come, in definitiva, ha osservato a proposito della cinematografia etnografica l’antropologa Claudine De France, “se un destinatario di tale ricerca esiste, questi presenta la particolarità di confondersi con il ricercatore stesso”.

Le immagini etno-video raccolte e montate nei filmati presentati in questa prima rassegna che si terrà a Montichiari appaiono dunque destinate all’osservazione differita di ciò che la ricerca sul campo, e l’impegno di chi l’ha condotta, hanno saputo produrre.

Gli etno-video non si limitano a documentare soltanto quello che essi ci mostrano in forma immediata (usi e costumi esotici, tradizioni e saperi locali, testimonianze di cultura materiale e immateriale), ma rappresentano anche, e forse soprattutto, la vocazione al contatto umano, il metodo di lavoro, gli interessi culturali e scientifici di chi li ha girati.

In questo senso gli altri, per l’antropologo-cineasta, sono davvero lo specchio di colui che li ha saputi riprendere con la sua videocamera.

Conrad



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