Underground italiana
Inserito da dante il Lun, 30/01/2012 - 18:51Gli anni gioiosamente ribelli della controcultura, 1964-1973
(Matteo Guarnaccia, shake edizioni, 2011)

Avviso ai lettori.
Quella che segue è essenzialmente una scheda bibliografica che ho pensato di compilare (lo faccio sempre con i libri che mi piacciono e mi interessano) e di mettere a disposizione dei lettori del blog sul sito di Mario Varini perché la pubblicazione di questo libro indica che il bisogno di ripensare gli anni della controcultura in Italia - e di trarne possibilmente delle indicazioni utili per affrontare meglio questo presente travagliato – non è solo mio, del mio amico Aldo e di qualche altro “pezzo d’antiquariato” (come me) che era giovane in quegli anni, ma che è avvertito anche da altri.
Scrive l’autore: “E’ solo in questi ultimi anni che –dopo un lungo periodo di rimozione – si registra un significativo fenomeno di rivalutazione (che specialmente nei giovani sconfina in una sorta di vero e proprio innamoramento, quando non addirittura di mitologizzazione). Sino a poco tempo fa l’intera faccenda veniva sbrigativamente liquidata sotto l’etichetta “frivolezze”, un insieme di eventi di scarso interesse socio-culturale di fronte alle “maschie” lotte politiche avvenute in quegli stessi anni, una fuga sconsiderata dalla “realtà” o al massimo una simpatica ricreazione prima di tornare a occuparsi delle cose serie. Il bilancio che se ne traeva era sostanzialmente negativo. Ma ora, dopo tre decadi, quegli anni ribelli, convulsi e gioiosi meritano una lettura diversa. Dopo tutto, proprio da quegli anni […] sono scaturite le libertà più reali di cui oggi tutti godiamo: emancipazione femminile, coscienza ecologica e ricerca spirituale.” (Underground Italiana, pag. 12).
Il Sessantotto a Mantova
Inserito da dante il Mar, 10/01/2012 - 14:36

Premessa
Un libro pubblicato a Mantova nel settembre 2002, “Il Sessantotto. La contestazione studentesca al Liceo Scientifico “Belfiore” e a Mantova”, si presenta come “la prima ricerca in proposito su quegli anni a Mantova.” Il libro è il risultato di una ricerca “sul campo” realizzata nel corso del laboratorio storico negli anni scolastici 1999/2000 e 2000/2001 utilizzando sperimentalmente diversi tipi di fonti:
- interviste ad ex-studenti ed ex-insegnanti del Liceo (che costituiscono la struttura portante del libro);
- registrazioni dell’archivio cartaceo del Liceo (per la verità, andate in gran parte distrutte e, perciò, ampiamente frammentarie);
- articoli di cronaca del quotidiano locale (che, all’epoca, “registrava con molta parsimonia le vicende relative alla scuola e al movimento studentesco”, pag. 15-16, op. cit.);
- materiali prodotti dai collettivi studenteschi delle varie scuole e successivamente dal movimento studentesco (soprattutto volantini), rinvenuti presso amici e conoscenti.
Il libro mi ha stimolato a rendere la mia personale testimonianza su quel periodo, in quanto ex- studente del liceo scientifico “Martiri di Belfiore” (“maturato” nel luglio 1968) e partecipe delle lotte studentesche a Mantova in quegli anni. La mia testimonianza si propone come un contributo inteso ad integrare (e, talvolta, a precisare) quanto emerge da una lettura “incrociata” di alcune delle testimonianze degli ex-studenti intervistati nell’ambito della ricerca.
Cronache della controcultura a Mantova: “La ballata del Pinelli” (1969)
Inserito da dante il Lun, 19/09/2011 - 13:00Nei giorni immediatamente successivi alla strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), giusto il tempo che i compagni tornassero dalle rispettive sedi universitarie, facemmo una riunione ristretta al circolo “Gaetano Bresci” (in via don Enrico Tazzoli, a Mantova) per valutare la situazione e decidere il da farsi. Attraverso il dibattito e il confronto su quanto si diceva nel movimento nelle città in cui studiavamo (Milano, Trento e Pavia), arrivammo alla conclusione che la strage (a prescindere da chi l’avesse materialmente organizzata) era funzionale a suscitare un rigurgito reazionario della borghesia e della piccolo-borghesia “benpensante”, e a giustificare un’ondata repressiva contro il movimento operaio (protagonista dell’ “autunno caldo”), il movimento studentesco e tutte le avanguardie proletarie organizzate. Tra le quali, la più esposta agli attacchi forsennati dei media e degli apparati repressivi dello Stato eravamo sicuramente proprio noi anarchici.
Ritrovata una copia di "Re Nudo Colpo di Mano" presso l'archivio della Fondazione Primo Moroni
Inserito da dante il Ven, 09/09/2011 - 06:56Nei giorni scorsi, un caro amico – a quei tempi compagno dell’organizzazione “Ludd - Consigli Proletari” - ha ritrovato una copia del Re Nudo Colpo di Mano del giugno 1971 presso l’archivio della Fondazione Primo Moroni di Milano.
La riproduzione scannerizzata di tale copia viene messa a disposizione dei visitatori di questo sito in allegato a questo post come un documento storico della controcultura giovanile antagonista in Italia.
Colgo l’occasione per precisare che la lettura del colophon mi ha fatto rendere conto che alla redazione del “Colpo di Mano”, diversamente da quanto io ricordavo, aveva in realtà partecipato tutto il comitato redazionale di “Bleu”. Di conseguenza lo scioglimento di “Bleu” come gruppo risale a qualche mese dopo, prima della redazione del libro cardine della controcultura “…ma l’amor mio non muore.”
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| RE_NUDO_Colpo_di_mano_ridotto.pdf | 10.55 MB |




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