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Ritrovata una copia di "Re Nudo Colpo di Mano" presso l'archivio della Fondazione Primo Moroni

Nei giorni scorsi, un caro amico – a quei tempi compagno dell’organizzazione “Ludd - Consigli Proletari” - ha ritrovato una copia del Re Nudo Colpo di Mano del giugno 1971 presso l’archivio della Fondazione Primo Moroni di Milano.

La riproduzione scannerizzata di tale copia viene messa a disposizione dei visitatori di questo sito in allegato a questo post come un documento storico della controcultura giovanile antagonista in Italia.

Colgo l’occasione per precisare che la lettura del colophon mi ha fatto rendere conto che alla redazione del “Colpo di Mano”, diversamente da quanto io ricordavo, aveva in realtà partecipato tutto il comitato redazionale di “Bleu”. Di conseguenza lo scioglimento di “Bleu” come gruppo risale a qualche mese dopo, prima della redazione del libro cardine della controcultura “…ma l’amor mio non muore.”

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RE_NUDO_Colpo_di_mano_ridotto.pdf 10.55 MB

Ancora su “Re Nudo Colpo di Mano” (giugno 1971)

Sul “Re Nudo Colpo di Mano” merita riportare anche la versione di Andrea Valcarenghi, direttore di “Re Nudo” dal numero 0:

<< Improvvisamente la mia camera si popola di hippy di tutti i tipi; siamo al gran completo, una vera e propria riunione generale. Ma manca ancora il generale vero. Eccolo! Improvvisamente entra un essere strano in tenuta da giocatore da baseball, con scarpette da tennis, giacca a vento e capelli scarmigliati. “Basta con il comunismo da spettacolo! Vogliamo il comunismo di guerra!” “Via i fanatismo mitologici!”

Lo sguardo è perplesso; perfino i più disponibili a criticare il giornale non riescono a sintonizzarsi con lui. Guido e un neofita di nome Paolo sono gli unici. La rivoluzione sembra arenata ma io non so ancora che nonostante la sconfitta Guido e Gianni Emilio Simonetti tenteranno il colpo di stato. Ovvero: come riuscire a usurpare la testata alla maggioranza e sperare di vivere felici. Il colpo di stato si chiama “COLPO DI MANO”!, scritta che compare su un “Re Nudo” n.6 clandestino, con una tiratura dimezzata [5000 copie]. Un giornale che non si prefigge tanto di vendere ma quello di funzionare da deterrente in una situazione di crisi. Cioè aveva lo scopo di scoraggiarci, di farci mollare.>>

Cronache della controcultura a Milano: Re Nudo Colpo di mano (Giugno 1971)

Cronache della controcultura a Milano: Re Nudo Colpo di mano (Giugno 1971) 

“Re Nudo Colpo di mano” era il n. 6 di “Re Nudo” realizzato dall’“ala situazionista”  in aperta rottura con la linea editoriale seguita fino ad allora dalla rivista underground sotto la direzione di Andrea Valcarenghi (e, perciò, n.1 nuova serie).

Per presentare brevemente cosa fosse “Re Nudo” ai lettori più giovani, riportiamo che cosa ne scrive Claudia Salaris, studiosa del Futurismo e delle avanguardie del Novecento, nel suo libro “Controcultura in Italia 1967-1977. Viaggio nell’underground” (con Pablo Echaurren, Saggi Bollati Boringhieri, 1999, pag. 167-169):

 <<A partire dal 1970 si assiste a una vera e propria esplosione della cultura alternativa, in cui si possono individuare alcune linee di tendenza: l’underground politicizzato; il situazionismo e il parasituazionismo nelle varianti del negazionismo (N.d.R.: ?) e dell’antifumetto (un discorso a parte meriterebbero i consiliari, i luddisti e i comontisti); i pop-concerti intesi come trasformazione del tempo libero in tempo liberato e rifiuto della delega al grande circuito distributivo; infine il misticismo psichedelico, di tipo più individualistico. Talvolta questi caratteri possono anche presentarsi insieme mescolati […]>>

Cronache della controcultura a Mantova: “Le Streghe” (aprile 1972)

“Bleu” (numero unico, Mantova, maggio 1971) è stato un caposaldo della stampa underground e della storia della controcultura in Italia, tanto che (come segnalato in un precedente articolo su questo sito) gli sono state dedicate due pagine nel libro “Controcultura in Italia 1967-1977” (Salaris e Echaurren, Bollati Boringhieri, Saggi, 1999).

L’influenza di “Bleu” sul movimento della controcultura è probabilmente andata oltre quella dell’esempio per le numerose testate che sbocciarono come “cento fiori” in quegli anni, se si considera che dall’incontro tra il suo collettivo redazionale e il demiurgo Gianni-Emilio Simonetti presero avvio imprese come il primo colpo di mano nei confronti di “Re Nudo” [“Re Nudo”, n. 6 (nuova serie, n. 1), giugno 1971] e il “libro mastro della cultura alternativa e dell’underground” “…ma l’amor mio non muore” (Giannni-Emilio Simonetti e la Banda del Gobbo Internazionale, Arcana, 1971).

“Le Streghe” non ebbero, invece, altrettanta risonanza, tant’è che sono relegate in una nota a piè di pagina nella storia della controcultura della Salaris (pag. 188). Probabilmente questa minor rilevanza è dovuta al fatto che Bleu era più aperto alle istanze dell’undeground mentre “Le Streghe” erano, invece, un foglio strettamente “sitù”, ma che proprio per questo era apprezzato da un milieu più ristretto.