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Dar da bere agli assetati (ma quando mai...)

17 novembre 2009 - Berlusconi ci riprova: posta la fiducia sulla privatizzazione dell'acqua in Italia.

Ripropongo un post che è già apparso su questo sito un anno fa.

ACQUA IN BOCCA

Dar da bere agli assetati

VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA

di Rosaria Ruffini

Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).

Già a Latina la VEOLIA (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà , nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua é sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo. L'uomo é fatto per il 65% di acqua, ed é questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non é una merce, é un diritto fondamentale umano e nessuno puo' appropriarsene per trarne illecito profitto.

L'acqua é l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

Acqua in bocca.

Terza edizione del "Premio Alberto Manzi" per la comunicazione educativa

11 – Un codice sin estetico dei colori per non vedenti e ipovedenti

Opera editoriale di Lidia Beduschi e di Mario Varini
a cura di Negretto editore

Martedì 20 ottobre 2009 presso il palacongressi di Igea marina (RM), la giuria del Premio Carlo Alberto Manzi ha assegnato due menzioni speciali nella sezione editoria scolastica e divulgativa alla Onlus Amref per "Millennium News" e all'opera "Kit11 www.odorisuonicolori.it".

"L'azzurro ti dona; gente che vai, colore che trovi; di che colore è la sensazione del freddo?: sono alcuni dei titoli scelti da Daniela Floriduz per presentare il progetto

www.odorisuonicolori.it

che propone percorsi multisensoriali orientati alla “formazione mentale” dell’idea del colore da parte di persone non vedenti. Un sito, un’area riservata con giochi e attività, un kit cartonato composto di undici fogli, uno per colore, con stimoli olfattivi e tattili completano questa interessante opera editoriale curata da Lidia Beduschi e Mario Varini."

11. www.odorisuonicolori.it

Copertina del libro di Lidia Beduschi "11"

Il progetto nasce dall’esigenza, sempre più sentita, di rendere accessibili ai ciechi le opere d’arte pittoriche. Il mio approccio (ce ne sono molti, come è noto), parte dalla considerazione che prima della “forma” si debba e si possa costruire un “alfabeto” dei colori non solo nominalistico, ma percettivo.

In ciò ci aiuta la sinestesia ritornata in primo piano nella riflessione sulla percezione, grazie anche allo sviluppo delle neuroscienze e alla stessa revisione della natura della percezione sinestetica.

La novità del mio percorso, rispetto a quelli per certi versi simili ad esempio del CNR., sta nell’aver scelto come punto di partenza per la costruzione della percezione non il carattere fisico del colore, ma quello culturale, per rimandare all’indagine di neuroimaging lo studio dei risultati neurofisiologici della “formazione mentale” dell’idea del colore.

Gli studi di Brent Berlin e Paul Kay, Basic Color Terms, Berkeley, University of California Press, 1969, mi hanno fornito le basi etnoscientifiche per la costruzione di un codice sinestetico degli undici colori di base, che associa a ciascun colore una percezione olfattiva, una percezione uditiva, un segno/simbolo tattile: dei codici semiotici, la mia costruzione ha la convenzionalità e l’arbitrarietà, caratteristiche che ne consentono la condivisione oltre il dato esperienziale personale.

L’approdo, dopo un non breve lavoro con un tiflologo cieco primario e con una giovane donna cieca secondaria, negli anni 2002/03, è maturato nell’anno accademico 2004/05 nel mio corso di Etnoscienza a Venezia dal titolo “I colori del buio”. Durante il corso sono state svolte anche ricerche sul campo, che saranno materia di analisi in un volume che ho in preparazione sulla metodologia seguita in tutto il percorso che ha portato al “prodotto”, o meglio strumento ora  a disposizione: un kit cartonato di undici “fogli” profumati che recano il simbolo tattile di ciascun colore, da usare, per completare il percorso sinestetico e costruire pazientemente il primo “alfabeto” di undici colori culturali, insieme al sito web www.odorisuonicolori.it/. Tutto da sperimentare e perfezionare “in corso d’uso” insieme ai non vedenti che lo “praticheranno”

Gli autori

Lidia Beduschi

Nel suo lavoro scientifico ha posto al centro la ricerca e l’analisi delle fonti orali. Negli ultimi anni ha insegnato Etnoscienza all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente è impegnata nella realizzazione di un progetto di accessibilità ai colori per i non vedenti.

Mario Varini

Sperimentatore e formatore nel campo delle nuove tecnologie, si occupa in particolare di usabilità e accessibilità nella comunicazione web. Ha all’attivo una vasta esperienza sulle applicazioni informatiche alle ricerche etnografiche e alle scienze umane.

Forse non tutti sanno che...

Maria Stella Gelmini

Nel mese di marzo dell’anno 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano del Garda per Forza Italia, fu sfiduciata dal consiglio, su mozione del suo partito, con la seguente motivazione [Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]: "manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa".

Questo consigliere comunale si chiamava Maria Stella Gelmini. Pochi anni dopo fu scoperta da Silvio Berlusconi ed oggi è il Ministro dell'Istruzione e della Ricerca della Repubblica Italiana.

Per chi dimentica troppo in fretta

Art. 21 - Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»