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Libri e saggi

Il libro tibetano dei morti

Categorie: Libri e saggi |
"Questo classico della religiosità orientale appartiene al filone di scritture arcaiche attraverso le quali l'uomo ha tentato di affrontare l'angosciante problema della morte, proponendo soluzioni che leniscano il terrore e rassicurino il vivente sul suo ignoto destino. Nel fiorito linguaggio di questo rituale tibetano, la morte si configura in modo radicalmente diverso sia dall'idea di un'integrazione nella gloria divina, sia dal concetto di una dissoluzione totale. Nel tempo intermedio tra la morte fisica e il destino finale, il defunto conserva un "principio cosciente" sul quale opera il monaco recitante, che mediante la lettura del testo, ingenera in quel "principio"esperienze visionarie ed evoca le immagini terrifiche degli dei."

Sicurezza informatica

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"E' un testo di riferimento sia per il docente che per il candidato al Modulo 5 della certificazione EUCIP IT Administrator, ma che risulterà gradito anche a chi, avendo maturato delle competenze nel proprio ambito lavorativo, voglia rivedere le proprie conoscenze per raggiungere una visione organica della materia, nonchè a quegli specialisti che desiderano disporre di un supporto di riferimento completo in grado di fornire approfondimenti di natura teorica oltre che pratica."

Di nessuna chiesa

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"Uno spettro si aggira per l'Europa: il relativismo, cioè il dogma che non c'è nessun dogma. Chierici e laici hanno stretto una santa alleanza in nome dei nostri valori e delle nostre radici. Forse non sanno che dietro quel fantasma ci sono il corpo dell'individuo, la libertà della ricerca, le garanzie dei diritti e la stessa genuinità della fede. Tutto cancellato se vince il progetto di teo-con? Affatto, se il laico ha non solo la volontà di reagire ma anche la forza di attaccare. Non questa o quella chiesa, ma la 'presunzione di infallibilità' che può viziare qualsiasi istituzione o comunità, compresa quella degli anticlericali. Essere laico vuol dire non solo esercitare l'arte del sospetto ma anche agire per una solidari

L'indimenticabile 'zia Rita'

Categorie: Libri e saggi |
La scrittura al femminile conosce di questi exploit. Regala, con autrici debuttanti, buona letteratura e personaggi indimenticabili. È accaduto con la 'Mennulara' di Simonetta Agnello Hornby, è successo poco prima con la Chiara del 'Passaggio in ombra' di Mariateresa Di Lascia. Accade per i lettori bresciani che incontrano la figura della zia Rita in 'Fermami il tempo' di Nadia Campanelli, insegnante bresciana autrice dei racconti autobiografici 'Strade di pozzanghere’. Qui, anche se il vissuto dell'autrice non è evidentemente rimosso o negato, la vena creativa è più piena e conquista la non facile forma del romanzo. Un approdo pieno e convincente, che ci consegna un'autrice a tutto tondo e un personaggio autentico. Se con la Agnello Hornby e la Di Lascia ci si muove in un contesto meridionale irto di drammi, con il personaggio di zia Rita siamo in un pieno, famigliare Novecento bresciano: cioè nella storia di un personaggio della borghesia delle professioni e degli impieghi, figlia di sarto precocemente orfana, impiegata di banca, moglie giovanissima e madre mancata, che divide la sua vita muliebre fra un grande appartamento di viale Venezia (dal suo balcone vede la partenza della Mille Miglia...), un palazzo del Carmine e una casa avita in Valsabbia. Una donna che accetta un menage famigliare distaccato, affollato di non conclamati tradimenti del marito, ma trova riscatto in un radicale 'volersi bene' fatto di una cura meticolosa e raffinata della propria persona, delle proprie memorie, dei propri segreti. Un'aurea 'medietas' che non negherà un finale sorpresa.
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