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Voci e gesti della tradizione

Categorie: Musei |
museo etnografico alta brianza

Museo Etnografico
dell’Alta Brianza

Loc. Camporeso, Galbiate (Lc)

all’interno della rassegna

Voci e gesti della tradizione
I beni “volatili” nel museo etnografico
Mani sapienti

domenica 19 giugno 2005 ore 15,00

Michele Corti, Gesuino Esvaldi, Lino Redaelli e Berto Vassena

discutono di: Capre e pecore in Brianza e nel territorio lariano

La partecipazione è libera.

Il parcheggio del museo ha una capienza limitata. Si consiglia di posteggiare in paese a Galbiate.

Il museo etnografico è il luogo di conservazione dei beni materiali di una tradizione culturale: strumenti di lavoro, oggetti della vita quotidiana, manufatti dell’arte popolare. Ma è anche il luogo dove emerge come categoria specifica di documenti del settore demologico quella dei beni “volatili” o immateriali, che non sono né mobili né immobili (Cirese). Si tratta dei prodotti dell’oralità e del gesto, come canti, fiabe, feste e spettacoli, cerimonie e riti, ma anche di conoscenze, credenze, pratiche che fanno parte della vita delle donne e degli uomini, e che la rendono possibile.

La presenza di questo patrimonio, che va perduto per sempre se non viene tramandato o fissato su memorie durevoli, sollecita il museo a investire in questa direzione, sia sul piano della raccolta e della ricerca, sia sul piano dell’archiviazione, sia su quello della divulgazione.

Questa serie di incontri intende muoversi in questa direzione proponendo performances e testimonianze dei portatori della tradizione, ma anche conferenze a più voci degli studiosi che se ne occupano, spesso intrecciate tra di loro.

Pertanto il museo, al di là delle sue esposizioni permanenti e ad integrazione di queste,offre ai visitatori occasioni di conoscenza e di riflessione sui saperi e sulle espressioni delle culture popolari, in Brianza, nel Lecchese e oltre.

Relatori:

Michele Corti (Milano, 1956). Insegna Sistemi zootecnici e pastorali montani presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano (sede di Edolo, Vallecamonica). Si interessa degli aspetti storici ed antropologici delle attività agricole tradizionali e delle permanenze ad esse connesse in relazione con la valorizzazione multifunzionale delle risorse rurali (ecologica, educativa, turistica). E’ presidente della So Zoo Alp, associazione culturale e scientifica per lo studio e la valorizzazione dei sistemi zootecnici alpini. Autore di lavori sull’allevamento ovino e caprino e sulle pratiche di alpeggio e transumanza sia sotto il profilo tecnico che storico ed etnografico. Tra i promotori e membo del consiglio direttivo dell’Associazione Pastori Camuni (oggi Associazione Pastori Lombardi), dell’associazione R.A.R.E. (Razze Autoctone a Rischio di Estinzione), dell’associazione A.L.D.A. (Associazione Lombarda per la Didattica in Agricoltura). Promotore delle Giornate di studio sulle transumanze alpine.

Pasquale Lino Redaelli (Oggiono, 1948) è allevatore di pecore e coautore del volume La pecora Brianzola. Notizie storiche e ricerche zootecniche (1997). Da alcuni anni ha fondato l’Associazione della Pecora Brianzola, di cui è presidente, che ha operato, con il supporto di vari enti – in primo luogo la Comunità Montana del Lario Orientale - una vera e propria “resurrezione” della pecora Brianzola, già data per estinta, tanto da rappresentare un esempio in Italia di recupero e valorizzazione “dal basso” di una razza a rischio di estinzione. Fa parte degli Amici del Museo Etnografico dell’Alta Brianza.

Gesuino Osvaldi (Caslino d’Erba, 1940) appartiene ad una famiglia ed ad una comunità storicamente legate all’allevamento caprino e, grazie alla grande passione, continua la produzione casalinga del“caprino di Caslino” secondo metodi del tutto tradizionali, producendo da sé anche il caglio. E’ stato il promotore e continua ad essere l’animatore della “Mostra caprina di Caslino”, un evento che registra negli anni un crescente successo e sta diventando un punto di riferimento quale manifestazione zootecnica legata più alla tradizione e al territorio che ai valori produttivisti.

Berto Vassena (Valmadrera, 1940) allevatore di capre per passione e tradizione di famiglia.E’ stato il primo nel territorio della vecchia provincia di Como ad importare capre dalla Francia, adattando le tecniche nuove a quelle tradizionali, sempre, però, guidato da principi di grande rispetto per gli animali. Ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento per i suoi consigli e per la sua umanità per tanti allevatori di capre sparsi in Lombardia e anche più lontano. Il latte viene trasformato artigianalmente, e con altrettanta passione, dalla moglie Carmelina Butti